Tra incesti, asfissia e sesso estremo: la morte sospetta dell’attore di Kill Bill

David Carradine è stato il volto dell’antagonista in Kill Bill, il film più iconico di Quentin Tarantino. Ma l’interpretazione dell’attore è stata messa in ombra dalle circostanze misteriose in cui è morto

Kill Bill – che andrà in onda questa sera alle 22.10 su Paramount Network – è senza dubbio uno dei film più amati e più iconici di tutta la filmografia di Quentin Tarantino. Diviso in due capitoli – dal titolo Volume 1 e Volume 2Kill Bill è una storia di sangue e vendetta, resa intramontabile dall’interpretazione di Uma Thurman che, tuta gialla e katana alla mano, è diventata quasi un simbolo di rivalsa.

L’idea per il film nacque sul set di Pulp Fiction, dalla storia del pilota che il personaggio di Mia (interpretato proprio da Uma Thurman) raccontava a Vincent (John Travolta).

Kill Bill – Volume 1, la trama

Una donna, chiamata La Sposa, si risveglia in un letto d’ospedale, scoprendo non solo di essere stata molestata ma anche di avere l’occasione di prendersi la propria vendetta contro il capo della Deadly Viper Assasination Squad, il misterioso Bill (David Carradine).

Nel momento in cui si risveglia dal coma, la Sposa ricorda cosa le è capitato: il modo in cui l’associazione di assassine di cui era un membro ha fatto irruzione il giorno del suo matrimonio massacrando tutti gli invitati e uccidendo il bambino che la donna portava in grembo. La sua mente, allora, si apre a un solo obiettivo: ottenere una spada da Hattori Hanzo e andare alla ricerca di tutti coloro che sono stati responsabili della strage il giorno delle sue nozze.

La misteriosa morte di David Carradine

Sebbene il volto e l’anima di Kill Bill siano rappresentati da Uma Thurman, un ruolo molto importante lo ha avuto anche David Carradine, lo spietato Bill che non si fa scrupoli a uccidere non solo un membro della sua squadra, ma anche la donna con cui aveva avuto una lunga relazione. L’interpretazione dell’attore è magistrale, fatta di violenza ed eleganza al tempo stesso. Purtroppo, però, il talento di questo attore è stato messo in ombra dalla sua morte, avvenuta in condizioni misteriose il 3 giugno 2009.

Come riporta LaScimmiaPensa.com, David Carradine si trovava in Thailandia, nella camera 352 del Park Nai Lert Hotel di Bangkok perché impegnato nelle riprese del film Strech per la regia di Charles de Meaux. Secondo il resoconto fatto in un primo momento dal personale dell’hotel, l’attore aveva passato qualche giorno in solitudine, bevendo molto. Il suo umore, però, non sembrava affatto né cupo né depresso. Anzi, era stato ascoltato suonare il piano e durante le riprese si era mostrato sempre molto allegro. Questi elementi spinsero subito a escludere il suicidio come possibile causa di morte, nonostante il protagonista di Kill Bill si fosse impiccato.

Sin da subito apparve evidente che l’attore potesse essere morto per un gioco autoerotico conclusosi tragicamente. Carradine venne infatti ritrovato con la corda di una tenda stretta sia intorno al collo che intorno ai genitali. Come viene specificato dal The Guardian, il dottor Michael Baden, patologista, condusse una seconda autopsia sul cadavere dell’attore, arrivando alla conclusione che la causa della morte fosse stata proprio l’asfissia autoerotica.

I dettagli sulla vita sessuale di Carradine non rappresentarono una grande sorpresa per i mass media. L’ex moglie dell’attore, Marina Anderson, dichiarò che l’ex marito aveva delle fantasie specifiche. Come racconta ABC News, David Carradine amava il bondage, ma anche l’essere asfissiato fino al raggiungimento dell’orgasmo. Proprio questo genere di pratiche, che per la Anderson erano eccessive e perverse, portarono alla fine del matrimonio dei due. Tuttavia la conoscenza della vita sessuale di Carradine, portò la Anderson ad affermare che secondo lei la morte dell’attore di Kill Bill non fosse stato un incidente, perché Carradine non era solito praticare questo genere di manovre da solo.

Ad ABC News la donna ha detto:”Per David era impensabile fare una cosa del genere da solo. Non lo ha mai fatto da solo, quando eravamo insieme. Era qualcosa che non si adattava alle sue fantasie. A David piaceva la partecipazione. Non sono mai arrivata al punto di soffocare. Era una cosa che mi spaventava a morte. Mi piaceva avere ossigeno nel cervello”. Nonostante il giudizio negativo sulle pratiche dell’ex marito, Marina Anderson le conosceva abbastanza bene da affermare che David Carradine non avrebbe mai cercato l’asfissia da solo, perché questo non gli avrebbe comunque permesso di raggiungere l’orgasmo.